Dopo quindici anni ho smesso di dare i classici integratori di Omega-3 ai miei animali e ai miei pazienti. E prima che tu possa pensare che io sia impazzita, ascolta bene quello che sto per dirti, in questo video, perché quello che scoprirai potrebbe cambiare per sempre il modo in cui curi il tuo cane o il tuo gatto.
Perché dopo 15 anni ho smesso di dare Omega 3 ai miei animali
Nel 2011 sono stata la prima in Italia a usare gli Omega 3 di grado farmaceutico IFOS nel mio gatto con IRC. Oggi, 15 anni dopo, sono diventati pratica clinica diffusa.
Nel video che ho pubblicato sul canale YouTube — il primo in Italia dedicato all’argomento — ti spiego perché negli animali cronicamente infiammati la sola integrazione con Omega 3 non basta più, e cosa la ricerca degli ultimi dieci anni ha rivelato sulle SPM (Specialized Pro-resolving Mediators), le molecole proresolvine scoperte ad Harvard nel 2014.
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Il grande mito degli Omega-3 (e perché la conversione è “rotta”)
Il mito scientifico che tutti diamo per scontato è questo: diamo gli Omega-3 e il corpo del cane o del gatto produrrà da solo le molecole necessarie a spegnere l’infiammazione.
Questo principio è vero, ma solo in un animale perfettamente sano.
In un animale che soffre di un’infiammazione cronica da mesi o da anni, la via biochimica di conversione degli Omega-3 è letteralmente rotta o bloccata.
Significa che il tuo cane con dermatite atopica, il tuo gatto con insufficienza renale, o l’animale con artrosi severa può assumere fiumi di olio di pesce per anni senza mai ricevere il reale segnale biologico che dice al corpo: “Ok, adesso basta, l’emergenza è finita, ripara il tessuto”.
In parole semplici: stiamo continuando a inserire il combustibile (gli Omega-3), ma il motore di conversione è grippato. Ed è qui che molti medici e terapisti, me compresa, abbiamo sbagliato per lunghi anni.
FAQ (Domande Frequenti sulla terapia con SPM)
No, purtroppo non funziona così. Se la via enzimatica deputata alla conversione è bloccata o satura a causa dello stato infiammatorio cronico, aumentare il dosaggio dei precursori (EPA/DHA) servirà solo a sovraccaricare l’apparato digerente del tuo animale, col rischio di causare feci molli o, nei casi peggiori, problemi al pancreas, senza che una sola molecola in più venga convertita in SPM attiva.
Sì, sono estremamente sicure. Le SPM non sono farmaci di sintesi estranei all’organismo, ma metaboliti lipidici naturali. Non richiedono un pesante lavoro di disintossicazione a livello epatico o renale e non causano i classici danni alla mucosa gastrica tipici dei FANS, rendendole ideali per i soggetti anziani e fragili.
Il primo passo fondamentale è parlarne con un medico veterinario esperto in nutrizione o medicina integrata. Sarà lui a dover valutare la cartella clinica dell’animale, studiare le interazioni con i farmaci già in uso e calcolare il dosaggio mirato di mediatori pro-risolutivi specializzati per sbloccare la guarigione dei suoi tessuti.

