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Vaccinazioni Cane e Gatto: Linee Guida WSAVA 2024 e il Ruolo Fondamentale della Titolazione Anticorpale

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Titolazione anticorpale e linee Guida 2017

Pubblicato 2019 – Aggiornato 2025

La titolazione anticorpale è un esame del sangue che misura se il tuo cane o gatto è davvero protetto da una malattia, senza bisogno di rifare il vaccino. Le linee guida WSAVA 2024 — le più autorevoli al mondo in materia di vaccinazioni — la raccomandano esplicitamente come alternativa al richiamo triennale per i vaccini core (cimurro, parvovirosi, epatite nel cane; panleucopenia nel gatto). Se il titolo anticorpale è positivo, l’animale è protetto. Stop. Niente siringa inutile

Perché Ti Sto Parlando di Questo Oggi

Negli ultimi mesi ho ricevuto decine di messaggi da proprietari preoccupati: il veterinario vuole rifare tutti i vaccini ogni anno, oppure il cane ha avuto una reazione avversa al richiamo, o ancora il gatto ha una patologia autoimmune e il proprietario non sa se vaccinarlo.

La risposta a tutte queste situazioni parte da un documento: le Linee Guida WSAVA 2024 per la Vaccinazione del Cane e del Gatto, stilate dal Vaccination Guidelines Group (VGG) della World Small Animal Veterinary Association.

Ho letto le 63 pagine dell’intera versione italiana — tradotta e adattata dalla Prof.ssa Paola Dall’Ara dell’Università di Milano — e in questo articolo ti spiego i punti che ritengo più importanti, con un focus speciale su quello che cambia per noi proprietari consapevoli: la titolazione anticorpale.


Cos’è la Titolazione Anticorpale (e Perché Cambia Tutto)

La titolazione anticorpale — o test sierologico — è semplicemente un prelievo di sangue che misura la concentrazione di anticorpi specifici contro un determinato virus.

Per capire il perché è così importante, dobbiamo partire da un principio che molti veterinari — e ancora di più i proprietari — ignorano:

Vaccinare non significa proteggere. Proteggere significa avere anticorpi.

Un vaccino ben somministrato, in un animale sano che ha risposto correttamente, può indurre un’immunità che dura molti anni — in alcuni casi per tutta la vita. Eppure per decenni si è continuato a riproporre richiami annuali come se i vaccini durassero 12 mesi al massimo.

Le linee guida WSAVA 2024 lo dicono chiaramente:

“Ci sono forti evidenze che i vaccini core MLV (vivi attenuati) di qualità garantita per cani, se correttamente trasportati e conservati, forniscono una protezione robusta per almeno 3-4 anni; inoltre, studi di challenge hanno indicato che l’immunità persiste per almeno 7 anni.”

Sette anni. Non uno.


Vaccini Core e Non-Core: la Distinzione Fondamentale

Prima di parlare di titolazione, è fondamentale capire questa distinzione, perché cambia tutto nella pratica.

Vaccini Core — Obbligatori per tutti

I vaccini core sono quelli che tutti i cani e tutti i gatti dovrebbero ricevere, indipendentemente dallo stile di vita.

Per il cane:

  • Cimurro (CDV)
  • Adenovirus / Epatite infettiva (CAV)
  • Parvovirosi (CPV-2)
  • In Italia sono core anche: Leptospirosi e Rabbia (in zone endemiche)

Per il gatto:

  • Panleucopenia felina (FPV)
  • Herpesvirus felino tipo 1 (FHV-1)
  • Calicivirus felino (FCV)
  • In Italia è core anche: FeLV (virus della leucemia felina) per i gatti giovani (<1 anno) o adulti con accesso all’esterno

Vaccini Non-Core — Solo se c’è un rischio reale

I vaccini non-core si raccomandano solo quando lo stile di vita o la posizione geografica espone l’animale a un rischio concreto: pensione, dog park, convivenza con altri animali, zone di rischio specifico.

Vaccini Non Raccomandati

Alcuni vaccini — come quello contro il coronavirus enterico canino (CCoV) o contro Giardia — non sono raccomandati perché le prove scientifiche della loro efficacia sono insufficienti. In Italia molti di questi non sono nemmeno in commercio.


Il Protocollo Vaccinale WSAVA 2024: Cosa Cambia

Ecco i punti chiave che ogni proprietario dovrebbe conoscere.

1. Il ciclo vaccinale del cucciolo/gattino non finisce a 12 settimane

Questo è forse il cambiamento più importante rispetto a quello che molti fanno ancora.

⚠️ La prima serie vaccinale deve terminare non prima delle 16 settimane di età — non a 10-12 settimane come alcuni produttori indicano ancora nei foglietti illustrativi.

Il motivo è scientifico: i cuccioli hanno anticorpi materni (MDA) trasmessi col colostro che interferiscono con i vaccini. Questi anticorpi si riducono progressivamente, ma non sappiamo esattamente quando in ogni singolo cucciolo. Vaccinare troppo presto significa vaccinare “a vuoto” perché gli MDA neutralizzano il vaccino prima che il sistema immunitario del piccolo possa rispondere.

Le dosi ripetute ogni 2-4 settimane non sono “richiami” — sono tentativi progressivi di immunizzare il cucciolo nel momento giusto, quello in cui gli MDA si sono finalmente abbassati abbastanza.

2. La dose a 26 settimane è raccomandata

Dopo l’ultima dose del ciclo primario (a 16 settimane o più), le linee guida WSAVA 2024 raccomandano una dose aggiuntiva intorno ai 6 mesi di età (26 settimane).

Questo non aumenta il numero totale di vaccini: sostituisce il vecchio “primo richiamo annuale” a 12-16 mesi, proteggendo quella piccola percentuale di animali che alle 16 settimane avevano ancora MDA interferenti.

3. Dopo il ciclo primario: richiamo ogni 3 anni (non annuale) per i vaccini core

Una volta completato correttamente il ciclo primario e il richiamo a 26 settimane, i vaccini core MLV (vivi attenuati) devono essere richiamati ogni 3 anni e non più spesso.

Questo vale per cimurro, parvovirosi e adenovirus nel cane, e per panleucopenia nel gatto.

📌 Eccezione: il vaccino contro la leptospirosi richiede richiami annuali perché è un vaccino inattivato con immunità più breve (12-14 mesi di protezione dimostrata).


La Titolazione Anticorpale: Quando, Come e Perché Usarla

Arriviamo al cuore di questo articolo.

Quando usare la titolazione anticorpale

Le linee guida WSAVA 2024 indicano che la titolazione è utile — e raccomandata — in questi contesti:

✅ 1. A 20 settimane, dopo il ciclo primario del cucciolo Questo è il momento più importante. Il test permette di confermare che il cucciolo o il gattino ha effettivamente risposto alla vaccinazione e ha sviluppato una propria immunità attiva. Il prelievo deve essere fatto almeno 4 settimane dopo l’ultima vaccinazione core. Se il risultato è positivo → il cucciolo è protetto e si procede come un adulto. Se è negativo → si rivaccina e si ritesta. Se risulta ancora negativo, potrebbe essere un “non-responder” (un raro fenomeno genetico).

✅ 2. Come alternativa al richiamo triennale negli adulti Se il tuo cane adulto è già stato vaccinato correttamente e si avvicina la data del richiamo triennale, puoi scegliere di fare prima la titolazione. Se è positivo → il richiamo non è necessario. L’animale è già protetto. Se è negativo → si vaccina.

Questa scelta è particolarmente importante in questi casi:

  • Animali con malattie autoimmuni (IMHA, IMTP, poliartrite immunomediata)
  • Animali in terapia immunosoppressiva o antineoplastica
  • Animali con reazioni avverse documentate a precedenti vaccini
  • Animali anziani o immunodepressi
  • Animali infetti da FIV o FeLV
  • Proprietari che vogliono semplicemente evitare vaccinazioni non necessarie

✅ 3. Per i cani o gatti con storia vaccinale sconosciuta Un animale adottato senza documenti. Un randagio accolto in famiglia. In questi casi la titolazione dice subito se l’animale è già protetto o se serve vaccinare.

Per quali malattie si può fare la titolazione?

SpecieMalattiaTitolazione affidabile?
CaneParvovirosi (CPV-2)✅ Sì, test rapidi e gold standard
CaneCimurro (CDV)⚠️ Preferire test gold standard in laboratorio
CaneAdenovirus/Epatite (CAV)⚠️ Preferire test gold standard
GattoPanleucopenia (FPV)✅ Sì, affidabile
Cane/GattoLeptospirosi❌ Non affidabile come indicatore di protezione
Cane/GattoFHV-1 e FCV❌ Non affidabile per questi virus

Test rapidi in-clinics vs test gold standard: differenza importante

Le linee guida WSAVA 2024 dedicano ampio spazio a questo tema, e ci tengo a spiegarti la differenza perché può fare la differenza pratica.

Test rapidi in-clinics: si fanno in ambulatorio in 20-30 minuti. Danno un risultato positivo/negativo. Sono pratici, ma la loro specificità varia molto tra prodotto e prodotto. Alcuni kit per il CPV-2 funzionano bene; quelli per CDV e CAV si sono dimostrati meno affidabili in studi recenti.

Test gold standard (laboratorno): sieroneutralizzazione e test di inibizione dell’emoagglutinazione, eseguiti da laboratori di riferimento. Risultati più affidabili, tempi più lunghi, costo spesso superiore. In Italia esistono anche test semi-quantitativi (il risultato è espresso come titolo anticorpale numerico, non solo positivo/negativo).

Il mio consiglio pratico: per cimurro e adenovirus, insisti per il test di laboratorio. Per la parvovirosi, un buon kit in-clinics può bastare. Chiedi sempre al tuo veterinario quale test usa e con quale specificità.


Cosa Fare se il Veterinario Vuole Vaccinare Ogni Anno

Questa è la domanda che mi arriva di più.

Prima di tutto: il veterinario non è in malafede. Per decenni i foglietti illustrativi dei vaccini indicavano richiami annuali, e molti professionisti si sono formati su quei protocolli. Le cose cambiano lentamente.

Le linee guida WSAVA sono chiare: sono indicazioni scientifiche basate sulle migliori evidenze disponibili. Non sono leggi. Il veterinario può legalmente vaccinare con frequenza diversa da quella raccomandata — ma tu, come proprietario consapevole, puoi:

  1. Chiedere spiegazioni sul perché viene proposto un richiamo annuale per un vaccino core
  2. Richiedere la titolazione anticorpale prima di ogni richiamo
  3. Documentare il consenso informato nella cartella clinica se il tuo vet decide di vaccinare in modo diverso dalle linee guida

Le linee guida WSAVA stesse affermano che i veterinari possono usare i vaccini secondo le evidenze scientifiche attuali — anche se questo differisce dai foglietti illustrativi — ottenendo il consenso informato del proprietario.


Il Caso Speciale del Gatto: Perché la Titolazione È Ancora Più Importante

Il gatto è diverso dal cane in un aspetto cruciale: il FISS (sarcoma felino al sito di inoculo).

I vaccini adiuvati — cioè quelli che contengono adiuvanti per potenziare la risposta immunitaria — sono stati associati allo sviluppo di questo raro ma aggressivo tumore. Le linee guida WSAVA 2024 raccomandano esplicitamente di preferire vaccini non adiuvati per i gatti quando disponibili.

Per questo motivo, ridurre al minimo le vaccinazioni non necessarie nel gatto non è solo una questione di stile di vita “naturale” — è medicina preventiva concreta.

La titolazione per la panleucopenia (FPV) nel gatto è particolarmente affidabile e ti permette di evitare richiami inutili con prodotti adiuvati.

Dove fare le iniezioni nel gatto? Le linee guida sono categoriche: mai nella zona interscapolare. Le iniezioni devono essere fatte agli arti (zampe posteriori distalmente al ginocchio) per permettere, in caso di FISS, una resezione chirurgica radicale e potenzialmente curativa.


Anticorpi Materni: La “Finestra di Vulnerabilità” che Ogni Proprietario Deve Conoscere

Se hai un cucciolo o un gattino, questo concetto è fondamentale.

Gli anticorpi materni (MDA) proteggono il piccolo nelle prime settimane di vita ma interferiscono con i vaccini: neutralizzano il vaccino prima che il sistema immunitario del cucciolo possa rispondere.

Il problema? Non sappiamo esattamente quando gli MDA si abbassano abbastanza nei singoli animali. Varia tra nidiata e nidiata, e anche all’interno della stessa nidiata.

Esiste una “finestra di vulnerabilità” — il periodo in cui gli MDA sono troppo pochi per proteggere dall’infezione ma ancora troppi per permettere l’immunizzazione. In questa finestra il cucciolo non può essere protetto né dal vaccino né dagli MDA.

Cosa fare nella pratica:

  • Vaccinare ogni 2-4 settimane dal primo vaccino a 6-8 settimane fino a 16 settimane (o anche 20 in zona ad alto rischio)
  • Fare la titolazione anticorpale a 20 settimane per confermare la sieroconversione
  • Se non è possibile fare la titolazione, fare comunque il richiamo a 26 settimane
  • Evitare ambienti potenzialmente contaminati fino a 2 settimane dopo l’ultima vaccinazione del ciclo primario

Quando NON Vaccinare (o Farlo con Cautela)

Le linee guida WSAVA 2024 elencano situazioni in cui la vaccinazione deve essere rivalutata. In queste circostanze, la titolazione anticorpale diventa ancora più preziosa:

  • Animali in terapia immunosoppressiva (glucocorticoidi ad alte dosi, ciclosporina, chemioterapia): i vaccini MLV andrebbero evitati o posticipati di almeno 3 mesi dalla fine della terapia
  • Animali con malattie immunomediate (IMHA, IMTP, poliartrite): non vaccinare durante i primi 12 mesi dalla diagnosi; rivalutare con titolazione
  • Gatte gravide: i vaccini MLV sono controindicati; nessun vaccino felino è registrato per l’uso in gravidanza in Italia (eccetto alcuni antirabbici)
  • Animali FIV o FeLV positivi: valutare caso per caso; preferire vaccini inattivati
  • Gattini <4 settimane: i MLV parenterali possono causare danni

Nosodi Omeopatici: Una Precisazione Necessaria

Parlando di vaccinazioni e approccio naturale, mi sento in dovere di essere onesta su un argomento che spesso mi viene chiesto: i nosodi omeopatici.

I nosodi possono avere un loro spazio nell’approccio integrativo, ma non sono un sostituto dei vaccini.


FAQ — Domande Frequenti

D: Mio cane ha 5 anni e non ho documenti della sua storia vaccinale. Come mi comporto? R: Fai una titolazione anticorpale per CPV-2, CDV e CAV. Se è positivo, il cane è già protetto e basta fare un solo richiamo e poi seguire il calendario triennale. Se è negativo, una singola dose di vaccino MLV è sufficiente (non serve ricominciare il ciclo come nei cuccioli).

D: La titolazione anticorpale è costosa? R: Dipende dal laboratorio. In Italia i test gold standard per 3 antigeni (cimurro, parvovirosi, adenovirus) possono costare tra i 40 e i 90 euro. Considera che il costo di vaccini non necessari e delle potenziali reazioni avverse può essere superiore. Alcuni studi dimostrano che molti cani hanno titoli protettivi per oltre 7 anni dopo l’ultimo vaccino.

D: Il mio gatto vive solo in casa. Deve comunque essere vaccinato? R: Sì, per i vaccini core (trivalente FPV/FHV-1/FCV). Il rischio zero non esiste: anche un gatto indoor può essere esposto indirettamente. La frequenza può essere ogni 3 anni (o con titolazione per FPV). Per FeLV, un gatto adulto indoor che non ha accesso all’esterno e non vive con gatti che escono può avere un profilo di rischio basso: da discutere con il vet.

D: Il mio cane ha avuto una reazione avversa al vaccino. Lo rivaccino? R: Non necessariamente. Se il vaccino che ha causato la reazione era un core MLV, fai prima la titolazione: se è positivo, potrebbe non essere necessario rivaccinare. Discuti con il veterinario la possibilità di premedicare con antistaminici, cambiare prodotto e monitorare per 24 ore post-vaccinazione.

D: Posso fare la titolazione anticorpale dal mio veterinario di base? R: La maggior parte dei veterinari può effettuare il prelievo e inviarlo a un laboratorio di riferimento. Alcuni ambulatori hanno anche kit rapidi in-clinics. Chiedi esplicitamente che tipo di test useranno — per cimurro e adenovirus, insisti per il test di laboratorio gold standard.


LE REAZIONI AL VACCINO NEL BREVE PERIODO

Le reazioni al vaccino possono essere lievi e di breve durata oppure richiedere l’assistenza immediata di un veterinario.

  • Febbre
  • Perdita di appetito
  • Gonfiore e orticaria facciale
  • Vomito
  • Diarrea
  • Dolore, gonfiore, arrossamento, formazione di croste o alopecia intorno al sito di iniezione
  • Zoppia
  • Shock
  • Difficoltà respiratoria

Effetti a lungo termine vaccini cane gatto

TROPPI EFFETTI COLLATERALI, TROPPE MALATTIE E ANCHE MORTE

La vaccinazione è una scelta che deve tenere in considerazione molte variabili.

Ridurre le reazioni al vaccino con Omeopatia

Oltre alle reazioni locali da inoculo come, gonfiore, ascessi, granulomi, il vaccino può scatenare nel cane e gatto reazioni avverse sistemiche di breve o lunga durata.

Per ridurre e/o aiutare l’animale a superare una reazione avversa al vaccino possiamo, oltre a seguire le indicazioni del veterinario che dovrà essere immediatamente informato, ricorrere ad alcuni rimedi naturali per prevenire o ridurre gli effetti collaterali da vaccini.

Il Mio Consiglio Personale

In 13 anni di lavoro con cani e gatti, ho visto animali con reazioni importanti a vaccini ripetuti ogni anno per tutta la vita. Ho visto malattie autoimmune emergere dopo richiami in soggetti predisposti. Ho visto cani anziani immunodepressi vaccinati senza necessità.

E ho visto, dall’altra parte, cuccioli non vaccinati morire di parvovirosi perché il proprietario aveva paura dei vaccini.

La risposta non è mai “zero vaccini” né “vaccini ogni anno a prescindere”. È valutazione individuale — che tiene conto di tre variabili che troppo spesso vengono ignorate: lo stile di vita dell’animale, la sua storia clinica, e il luogo geografico in cui vive.

Il luogo dove vivi conta moltissimo

Questo è un aspetto che raramente viene discusso negli ambulatori, e invece è determinante.

Leptospirosi: è endemica in tutta Italia, ma le aree a rischio più elevato sono quelle pianeggianti con presenza di acque stagnanti, zone rurali, aree dove vivono roditori. Un cane che vive a 1.200 metri in un borgo di montagna isolato, che non frequenta laghetti o corsi d’acqua e non ha contatti con roditori, ha un profilo di rischio completamente diverso da un cane che corre ogni giorno lungo i canali della Pianura Padana. Eppure spesso entrambi ricevono lo stesso protocollo vaccinale, automaticamente, ogni anno.

Lo stile di vita dell’animale cambia tutto

Prenditi un momento a immaginare due gatti:

Il primo gatto vive in appartamento da 10 anni. Non esce mai. Non va in pensione. Non ha contatti con altri gatti. Il suo unico rischio di esposizione a virus è il tuo ritorno a casa con scarpe e vestiti — un rischio esistente ma bassissimo.

Il secondo gatto vive in una casa con giardino, esce liberamente, frequenta altri gatti del vicinato, va in pensione qualche volta all’anno e il proprietario ha adottato di recente un secondo gatto proveniente dal gattile.

Questi due animali non possono avere lo stesso protocollo vaccinale. Eppure nella pratica quotidiana accade spesso che ricevano la stessa scheda vaccinale, gli stessi richiami, alla stessa frequenza.

Per i cani: un border collie che lavora in campagna, a contatto con acque e animali selvatici, non può essere paragonato a un maltese che vive in un appartamento del centro città e passeggia su marciapiedi. Stessa specie, profili di rischio lontanissimi.

Quando la vaccinazione potrebbe davvero non servire — o servire di meno

Detto questo con la necessaria onestà: ci sono situazioni in cui, dopo aver valutato con cura tutti i fattori, un richiamo vaccinale può non essere la priorità immediata.

  • Un gatto anziano, esclusivamente indoor, con titolazione anticorpale positiva per FPV, che non frequenta altri animali e non va in pensione: il richiamo ha un rapporto rischio/beneficio che vale la pena discutere con il veterinario.
  • Un cane adulto in zona non endemica per leptospirosi, che non frequenta acque o ambienti rurali e ha una titolazione recente positiva per i vaccini core: è ragionevole posticipare o rivalutare certi vaccini.
  • Un gatto FIV positivo, indoor e stabilizzato, per cui ogni vaccinazione non necessaria è un ulteriore stimolo antigenico su un sistema immunitario già compromesso.

Attenzione: questo non significa rinunciare ai vaccini core. Significa smettere di trattare ogni animale come se vivesse nello stesso contesto di rischio, e iniziare a usare gli strumenti che la medicina veterinaria moderna ci mette a disposizione — la titolazione in primis — per prendere decisioni informate caso per caso.

 

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