Home » CANE » Malattie dei cani A-M » Leishmaniosi cane si può guarire ? Ruolo delle Citochine e S.I.

Leishmaniosi cane si può guarire ? Ruolo delle Citochine e S.I.

  • Elicats 
Leishmaniosi cane si può guarire
 
La Leishmaniosi è una malattia sostenuta da parassiti appartenenti ai protozoi, viene veicolata dalla puntura del Phlebotomus papatasi, comunemente chiamato pappatacio, insetto simile alla zanzara, ma molto più piccolo, colpisce principalmente da maggio ad ottobre e preferibilmente dal tramonto all’alba.

Leishmaniosi cane si può guarire

Il cane una volta infettato non guarisce dalla leishmaniosi, può non sviluppare i sintomi della malattia e non ammalarsi per molti anni, o al contrario manifestare da subito la malattia, dalla leishmaniosi il cane non può guarire. Se il tuo cane è infetto devi sostenerlo con farmaci, affiancare le cure naturali e modulare il SISTEMA IMMUNITARIO, in questo modo aiuterai il tuo cane a contenere i sintomi iniziali.

Quanto può vivere un cane malato di leishmaniosi

Se la leishmaniosi viene trattata tempestivamente, il cane seppur infetto può vivere normalmente la sua vita, è importante non sottoporlo inoltre a continui vaccini che vanno ad alterare il sistema immunitario: ti consiglio di chiedere SEMPRE al veterinario prima di effettuare il vaccino al tuo cane LA TITOLAZIONE ANTICORPALE.

Leishmaniosi canina la risposta immunitaria

Leishmaniosi cane cura definitiva

 
La risposta immunitaria nella Leishmaniosi canina è di grande importanza perché serve a comprendere la patogenesi della malattia e a capire come la risposta immunitaria può innescare un modello di resistenza all’infezione. È noto che la principale risposta immunitaria di tipo 1 è caratterizzata dalla produzione di interferone gamma (IFN-γ), dal fattore di necrosi tumorale e dall interleuchina-2. Questa risposta immunitaria ha attività anti-lesmaniale nei macrofagi.

Cane con leishmaniosi senza sintomi

I cani asintomatici hanno una risposta immunitaria di tipo 1 con produzione di citochine:
 
– interferone gamma (IFNγ) una citochina che fa parte della famiglia degli interferoni, è prodotto dai linfociti B e T attivati.
 
In uno studio è stato dimostrato che i cani infetti che presentavano livelli elevati di interferone gamma avevano un carico di parassiti inferiore rispetto ai cani infetti che non producevano questa citochina.
 
– il fattore di necrosi tumorale (TNFα) una citochina coinvolta nell’infiammazione sistemica e prodotta principalmente dai macrofagi.
 
La risposta immunitaria di tipo 1 induce citochine, come IFN-γ e TNF-α, predominanti nei cani asintomatici, dimostrano il loro potenziale protettivo contro la malattia.
 
I cani infetti che presentano livelli elevati di IFN-γ presentavano un carico di parassiti inferiore rispetto ai cani infetti che non producono questa citochina.
 
I cani privi di questa citochina hanno sintomi clinici più gravi, con maggiore parassitemia.
 

Cane con leishmaniosi infetto

 
Al contrario una risposta immunitaria di tipo 2 produce citochine (IL-4 IL-5 IL-10) ed in più il fattore di crescita trasformante Beta (TGF-β) una proteina sempre del gruppo delle citochine che svolge un ruolo importante sull’immunità e sulla progressione dei segni clinici della malattia.
 
Questi cani manifestano un modello comune nella progressione dei segni clinici, con gravità e varietà di segni che aumentano con la progressione della malattia, in cui la maggior parte dei cambiamenti clinico-patologici diventa evidente dopo 12 mesi di infezione.

Come si comporta il sistema immunitario in presenza della leishmaniosi canina?

 
COME riportato sopra, fin’ora, si è sempre detto che la predominanza dei linfociti TH1 determina l’infezione, quindi quando la bilancia immunitaria è spostata verso una risposta TH1 avremo dei cani infetti ma privi di sintomatologia, invece con una risposta immunitaria marcata verso i linfociti TH2 il cane sviluppa l’infezione, quindi si ha l’immunosoppressione.
 
Il cane resiste all’infezione da leishmania quando ha una risposta immunitaria TH1, mentre quando ha una risposta a TH2 è infetto dai parassiti e si ammala.
 
Un cane può essere positivo ma non avere i sintomi clinici visibili della malattia, oppure al contrario può sviluppare una forte sintomatologia innescata da un processo di immunodepressione.

Il ruolo del sistema immunitario nella leishmaniosi

 

Ultimi studi hanno permesso di identificare che i cani con una risposta immunitaria verso TH2 possono andare comunque incontro alla formazione di immunocomplessi, di granulomatosi, amiloidosi con una prognosi ugualmente infausta: immunosoppressione e morte.
 
 

Perché è importante bilanciare la risposta immunitaria?

 

Oggi non si può pensare di rallentare la malattia soltanto con i farmaci, occorre obbligatoriamente intervenire sulla modulazione del sistema immunitario affiancando le terapie naturali, fitoterapia, micoterapia e non ultimo le interleuchine low dose, che hanno il compito di regolare appunto la risposta immunitaria e la bilancia TH1/Th2.
 
 

Il ruolo delle citochine pro-infiammatorie e anti-infiammatorie

L’interazione parassita-ospite modula:

  • L’infezione da Leishmania
  • La risposta immunologica
  • La risposta infiammatoria
 
Quando il cane ha una risposta immunitaria TH1 vi è una produzione di citochine Pro-infiammatorie:
 
  • Interferone gamma (IFN-γ)
  • Fattore di necrosi tumorale (TNFα) – citochina coinvolta nell’ infiammazione sistemica principalmente prodotta dai macrofagi. Questa citochina induce febbre e forte infiammazione.
  • Interleuchina IL-12

Le principali citochine pro-infiammatorie sono TNF-α, IFN-γ, IL-1, IL-2, IL-8, IL-12, IL-15, IL-18 e IL-17

Al contrario quando vi è una risposta immunitaria TH2, le citochine che intervengono sono Anti-infiammatorie:

  • Interleuchina IL-10
  • Interleuchina IL-4
È importante sottolineare che negli ultimi studi condotti sulla Leishmaniosi canina, è stata dimostrata una frequenza molto alta di citochine Pro-infiammatorie che porta a delle lesioni più importanti nel tempo.
 
Quindi una risposta immunitaria che non viene in modo corretto controllata, porta alla infestazione, alla comparsa di sintomi gravi e danni ai tessuti.
 
Ad oggi, quasi tutti gli studi hanno sottolineato che è la risposta immunitaria TH1 che controlla la malattia, questo non è sempre un concetto fermo e rigido, in quanto è invece l’equilibrio tra citochine pro-infiammatorie e anti-infiammatorie che determina l’esito della malattia.
 
 
In un altro studio in cani infetti ma clinicamente sani da 6 mesi, è stata riscontrata la citochina pro-infiammatoria  TNF-α, aumentata solo nel midollo osseo.
 
Per quanto riguarda le citochine anti-infiammatorie / regolatorie, si è verificato un aumento statisticamente significativo del Fattore di crescita trasformante beta (TGF-β) nella milza e nel fegato.
 
Sempre nello stesso studio i cani infetti da 16 mesi presentavano un aumento statisticamente significativo dell’IFN-γ nel fegato e nel linfonodo popliteo, del TGF-β nella milza e dell’interleuchina IL-10 nel fegato.
 
Nel linfonodo popliteo c’è stato un aumento significativo del TGF-β e dell’interleuchina IL-10.
 
Lo studio ha valutato la risposta immunitaria e il carico di parassiti di diversi organi in cani con infezione da 6 mesi ma ancora clinicamente sani e in cani con infezione da 16 mesi, dimostrando che l’infezione porta ad una maggiore espressione dell’IFN-γ nella maggior parte degli organi bersaglio e che viene mantenuta nelle fasi successive della malattia, inoltre si è visto che misurare l’espressione delle citochine nella milza o nel fegato non serve a nulla da un punto di vista prognostico.

Attivazione delle citochine e il carico parassitario

 

Il midollo osseo tende a sviluppare elevati carichi di parassiti in un ambiente prevalentemente pro-infiammatorio, caratterizzato da una maggiore espressione di IFN-γ e TNF-α e nessuna rilevazione dell’interleuchina IL-10. L’aumento di TNF-α nel midollo osseo, può essere dovuto alla stimolazione della mielopoiesi e potrebbe fornire cellule progenitrici alla milza che si attivano e contribuiscono alla formazione di granulomi.

 

Al contrario, c’è stato un forte aumento dell’espressione delle citochine TGF-β e IL-10 anti-infiammatorie / regolatorie nel linfonodo popliteo e nella pelle, gli unici tessuti in cui l’espressione di tutte le citochine era correlata positivamente con il punteggio clinico e con IgG e IgA specifiche della Leishmania. Il fatto che l’espressione di citochine anti-infiammatorie avvenga solo nella pelle e nel linfonodo di cani infetti è probabilmente dovuta alla natura periferica degli organi.

Pelle e linfonodo P.  vengono invasi più tardi rispetto al fegato, milza, midollo osseo. È degno di nota l’alto livello di espressione della pelle dell’interleuchina IL-10.

Lo studio dimostra che:

  • L’espressione di IFN-γ è presente nella maggior parte dei tessuti sia a 6 mesi che a 16 mesi
  • La risposta immunitaria antinfiammatoria / regolatoria a 6 mesi si verifica solo nella milza e nel fegato, quando i cani sono ancora clinicamente sani ma portano elevati carichi di parassiti in questi due organi
  • A 16 mesi la risposta immunitaria, caratterizzata dall’espressione di IL-10 e TGF-β, è altamente attiva nella pelle e nel linfonodo popliteo.

La strategia terapeutica

Nel suo libro: Curarsi a Basso Dosaggio senza Effetti Collaterali, Max Corradi spiega molto bene come andrebbe utilizzata in generale, la medicina low dose: Consiglio l’acquisto anche in formato ebook! (pdf)

In generale: (tratto dal libro: Curarsi a Basso Dosaggio senza Effetti Collaterali

Se la condizione patologica è espressione di una downregolazione (carenza) di una determinata molecola (citochina, interleuchina, ormone, neuropeptide, neurotrasmettitore, fattore di crescita), per stimolare (o più precisamente ottenere una upregolazione) la sua produzione fisiologica va somministrata la stessa molecola a dosaggio omeopatico.

Se la condizione patologica è espressione di una upregolazione (eccesso) di una determinata molecola (citochina, interleuchina, ormone, neuropeptide, neurotrasmettitore), per ottenere una downregolazione della sua produzione fisiologica andrà somministrato un dosaggio omeopatico della “molecola antagonista”.

 

 

Bibliografia:

 
Strauss-Ayali D, Baneth G, Shor S, Okano F, Jaffe CL (2005) Interleukin-12 augments a Th1-type immune response manifested as lymphocyte proliferation and interferon gamma production in Leishmania infantum-infected dogsInt J Parasitol 35: 63–73.
 
Santos-Gomes GM, Rosa R, Leandro C, Cortes S, Romão P, Silveira H (2002) Cytokine expression during the outcome of canine experimental infection by Leishmania infantumVet Immunol Immunopathol 88: 21–30.
 
Carrillo E, Ahmed S, Goldsmith-Pestana K, Nieto J, Osorio Y, Travi B, et al. (2007) Immunogenicity of the P-8 amastigote antigen in the experimental model of canine visceral leishmaniasisVaccine 25: 1534–1543.
 
Manna L, Reale S, Picillo E, Vitale F, Gravino AE (2008) Interferon-gamma (INF-γ), IL4 expression levels and Leishmania DNA load as prognostic markers for monitoring response to treatment of leishmaniotic dogs with miltefosine and allopurinolCytokine 44: 288–292. 10.1016/j.cyto.2008.08.017
 
Maia C, Campino L (2012) Cytokine and phenotypic cell profiles of leishmania infantum infection in the dogJ Trop Med 2012: 541571 10.1155/2012/541571
 
Rodríguez-Cortés, A., Carrillo, E., Martorell, S., Todolí, F., Ojeda, A., Martinez-Florez, A., … & Alberola, J. (2016). Compartmentalized immune response in leishmaniasis: changing patterns throughout the disease. PLoS One11(5).
 
Gonçalves, Ana Alice Maia, et al. “An overview of immunotherapeutic approaches against canine visceral leishmaniasis: what has been tested on dogs and a new perspective on improving treatment efficacy.” Frontiers in Cellular and Infection Microbiology 9 (2019).